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Today: 22 Ott 2019

IL MUSEO DELLO SBARCO DI ANZIO



I musei, come è noto sono il luogo della memoria e costituiscono una enorme ricchezza per gli appartenenti all’intero genere umano che, anche grazie a queste istituzioni, possono raccordarsi alla vicende passate del proprio gruppo sociale, insomma alla propria Storia. Un museo può nascere grazie all’intervento dello Stato, oppure a seguito dell’impegno di un privato che ne fa un vera e propria impresa economia o, infine, può essere esclusivamente frutto della passione di un privato o di un gruppo di privati che solo per amore della Storia decidono di fondarne uno.
Ad Anzio, sulla costa laziale, esiste una di queste Gallerie della memoria che è nata, per l’appunto dal disinteressato impegno di un gruppo di appassionati che il 22 gennaio 1994, in occasione del 50° anniversario dello sbarco di Anzio, hanno inteso, inaugurando tale importante struttura, creare una permanente fonte testimoniale di cosa fu quell’evento storico che ha lasciato una traccia ben impressa nella memoria comune locale. Il Museo in argomento, nato sotto il patrocinio del Comune di Anzio è sorto grazie all’impegno dei soci del Centro di Ricerca e Documentazione dello Sbarco e della Battaglia di Anzio ed è ospitato all’interno dei locali di quella favolosa villa del seicento che prende il nome di “villa Adele”. La villa si trova in fondo a via degli Elci, una strada prospiciente la Stazione Ferroviaria e, pertanto, il museo è facilmente raggiungibile da Roma anche a mezzo delle FF.SS..
All’interno, in eleganti bacheche sono esposte uniformi, armi, distintivi, equipaggiamenti e veicoli dei vari eserciti che combatterono su quel fronte.

Tutti gli eserciti coinvolti in quello enorme scontro che fu lo sbarco di Anzio trovano spazio nel museo di Villa Adele e questa è una caratteristica di questa esposizione. Anni fa ebbi a visitare un piccolo museo analogo in un comune vicino. Peccato che quest’ultimo, ospitando solo materiale inglese, tedesco e americano non desse un quadro completo dello scontro avvenuto sul litorale laziale nel ’44. Il museo in trattazione, invece, oltre ad ospitare materiale alleato e tedesco ha inteso destinare una parte dell’esposizione a quei reparti italiani della Repubblica Sociale Italiana che, rifiutando l’armistizio dell’8 settembre 1943 continuarono a combattere a fianco degli alleati tedeschi.
Sicuramente tale scelta fa onore alla mostra in argomento che permette così al visitatore di affacciarsi ad un completo panorama delle parti e dei reparti che parteciparono a quella lotta.      
Il  Museo vive essenzialmente di donazioni e da tale fonte provengono tutti gli oggetti ed i materiali esposti. Purtroppo, la parte espositiva dedicata alla R.S.I. risulta piuttosto povera in quanto le donazioni sembrano essere avvenute in maggior parte da fonte alleata e sarebbe auspicabile, in futuro, che anche i reduci italiani che hanno colà combattuto con i reparti della Decima Mas, Folgore, Nembo, Aeronautica Nazionale Repubblicana e quanti altri, si rendessero disponibili per donazioni al fine di rendere maggiormente interessante questa esposizione che, come detto, nasce solo dalla disinteressata passione e dall’amore per la storia dei curatori.
Sono disponibili, tra l’altro, una ricca biblioteca, una importante nastroteca, una emeroteca ed una fototeca, le quali sono a disposizione degli studiosi ma anche dei semplici appassionati, per la consultazione in loco. 
Quale sia il fine della mostra è ampiamente definito in un opuscolo illustrativo diffuso a cura del Museo, nel corpo del quale si può leggere: “Si tratta….. di una autentica , emozionante ed istruttiva rivisitazione storica intesa soprattutto come esaltazione della pace e come condanna della guerra . Una pausa riflessiva e un messaggio diretto ai giovani che non hanno, fortunatamente, conosciuto gli orrori di quel periodo e dagli anziani reduci “dello sbarco e della battaglia” affinché , ricordando i giorni duri di Anzio, continuino a battersi in difesa della pace.”
Villa Adele, ha la caratteristica peculiare di trovarsi a poca distanza dal Cimitero Militare  Britannico, dal Cimitero militare americano e dal “Campo della Memoria”. In particolare, quest’ultimo, è un Sacrario, fortemente voluto dai Reduci della Decima Flottiglia Mas, nel territorio di Nettuno (si trova in via dei Frati) per ospitare i resti dei loro caduti su quel fronte ma anche di tutti coloro i quali combatterono, sul litorale di Anzio Nettuno, sotto le insegne della Repubblica Sociale Italiana. Il Campo della Memoria nacque come sacrario privato ma oggi è finalmente assurto a dignità ufficiale di cimitero di guerra. Pertanto, una visita al museo può essere una occasione per visitare anche  i luoghi di sepoltura citati

Il museo, che prevede l’ingresso libero, è aperto nei giorni di Mar. Gio. Sab. Dom. dalle ore 1000 alle 12,30 e dalla 16,00 alle 18,00 (17,00 – 19,00 estivo ).
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Daniele Lembo