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IL MUSSOLINI SEGRETO RACCONTATO DAL SUO AUTISTA, ERCOLE BORATTO

“A spasso col Duce” 

MussoliniNel marzo 2008 è stato edito, a cura dell’EDITORIALE FVG (Udine), un volumetto che avrebbe meritato una più ampia diffusione.

Si tratta del libro “A spasso col Duce”, le memorie di Ercole Boratto, ovvero l’autista che, dalla marcia su Roma sino al 25 luglio del ‘43, sarà sempre al fianco di Mussolini. Nell’ultimo viaggio, quello che lo porta a Villa Savoia, dove Benito Mussolini sarà destituito dal re come capo del Governo ed arrestato all’uscita, è sempre Boratto che è alla guida della sua autovettura.

Il Volume in questione nasce da un diario reperito presso il N.A.R.A. (National Archives and Records Adinistration) di Washington dal ricercatore italo americano Mario J. Cereghino.

Non a caso, quel diario era custodito in America. Infatti, nel febbraio 1946, a Roma, l’O.S.S. – quella che poi diventerà la C.I.A. – richiederà, espressamente, a Boratto di scrivere un diario dei suoi giorni passati con Mussolini. 

La prefazione al documento originale, a cura dell’O.S.S., descrive minuziosamente come sia nato quel particolare “diario postumo”. Il redattore di quelle note O.S.S., affermerà: “Presentiamo in allegato le circostanze che hanno portato questo ufficio ad acquisire il diario di Boratto, riguardante i suoi rapporti con Nitti, Bonomi e il Duce nel periodo 1919 - 1944. …(…)…

 All’inizio di dicembre del 1945, Dusty (evidentemente un agente O.S.S.)) ha riferito all’agente CB 55 di essere entrato in contatto con un certo Ercole Boratto, ex autista dei capi di governo Nitti, Giolitti, Bonomi e Mussolini. Il Boratto è giunto a Roma da Torino con l’intenzione di presentare ai giornalisti un diario da lui redatto sul periodo in cui era l’autista delle suddette celebrità (1919 - 1944). …(…)…

Boratto ha affermato di essere pronto a redigere un diario sui suoi rapporti con le suddette personalità. Ma ha posto le seguenti condizioni: a) che il lavoro ultimato non sia pubblicato in Italia; b) che il suo nome sia omesso; c) di ricevere in dono un piccolo camion, in cambio della consegna dello scritto.

 

Abbiamo quindi suggerito al Boratto di concludere il diario e di consegnarcelo. Lo abbiamo anche tranquillizzato sul fatto che questo ufficio avrebbe fatto tutto il possibile per aiutarlo.

Il 10 febbraio 1946 Boratto ci ha comunicato di aver completato il diario, permettendoci di studiarlo. …(…)…”

Il diario di Boratto non ha niente a che fare con altri libri analoghi, scritti da persone che a Mussolini sono state vicine. Quello descritto dal nostro autista è molto differente dal Duce che ci presenta il prefetto Giovanni Dolfin (Con Mussolini nella tragedia. Diario del capo della segreteria particolare del Duce  -1943-1944-) o da quello di cui ci narra il Dott. Georg Zachariae (Mussolini si confessa). In un certo qual senso, la figura umana, tratteggiata da Boratto è molto più vicina a quella che, nel dopoguerra, sarà proposta ai lettori da Quinto Navarra (Memorie del cameriere di Mussolini) che presenterà al pubblico un vero e proprio Mussolini segreto.

Boratto che con il Duce vive e ne segue tutte le vicende, è testimone delle intemperanze e, soprattutto, delle trasgressioni dell’uomo Benito Mussolini.

Nel dopoguerra sono circolati infiniti diari e documenti sul Duce, troppo spesso con eccezionali rivelazioni a sfondo erotico. Quasi sempre, poi, tali rivelazioni si sono manifestate per quello che erano: dei falsi.

In questo caso, invece, il nostro uomo non è solo un autista ma è l’attendibile testimone degli innumerevoli amori del Capo del Governo. Scriverà Nicola Caracciolo (cfr. La Domenica della Repubblica 28 novembre 2004) che : “Cè in Boratto qualcosa di Leporello, il valletto fidato di Don Giovanni. Tra l’aria famosa: =Madamina il catalogo è questo delle donne che amò il padron mio= e queste sue memorie c’è una stretta parentela. =Non si picca se sia ricca, se sia brutta o se sia bella, purché porti la gonnella, voi sapete quel che fa= . Così Leporello descrive don Giovanni e in modo analogo Boratto parla di Mussolini.”

L’arguto autista, nel portare a galla i suoi ricordi, non la fa liscia a nessuno, tirando in ballo anche Donna Rachele, della quale scriverà: “Donna Rachele era nata da umili contadini. Ignorante, quasi analfabeta, era di carattere violento e autoritario. Mi accorsi ben presto che anche la legittima compagna di Mussolini non era molto fedele ai rapporti coniugali, contraccambiando evidentemente le gesta del marito.

Ne ebbi la prova allorché un giorno, partiti improvvisamente da Roma in auto, giungemmo a Carpena verso la mezzanotte. Non riuscivo a capire il motivo di questa partenza tempestiva, ma ne ebbi appunto la spiegazione il giorno dopo da una delle solite bene informate cameriere. Questa mi disse in confidenza che, pochi minuti prima del nostro arrivo, una misteriosa telefonata avvertiva donna Rachele che il marito era diretto alla villa, dando ad un certo “V” il tempo necessario per potersi allontanare dalla casa ed evitare uno sgradevole incontro.

La sorpresa da parte di Mussolini, diventato degno successore di Otello, mi fece capire il motivo del nostro viaggio precipitoso, acquistando così un concetto poco simpatico anche nei riguardi di donna Rachele. Era accaduto certamente che qualche buon informatore aveva creduto opportuno avvisare Mussolini dei rapporti illeciti della moglie con “V”.

Fu una logica conseguenza che, essendo fallita la missione indagatrice di Mussolini, anche il signor “V” fosse diplomaticamente allontanato da Forlì per ignota destinazione.”

Il “V” non lasciò un buon ricordo in casa Mussolini. Anzi, si scoprì che, insieme a lui, era scomparso anche il fucile da caccia del Duce, il quale lo cercava disperatamente senza sapere che donna Rachele lo aveva consegnato in prestito al suo caro conoscente.”

Su quanto possa essere vera tale maldicenza, il già citato Caracciolo, il cui articolo è usato a prefazione del libro, si esprimerà chiaramente, sostenendo: “Non solo era l’autista del Duce, Boratto era il confidente e il testimone degli innumerevoli amori del suo padrone. E in questo campo la curiosità non gli manca. Ci va di mezzo anche donna Rachele, la moglie del Duce, che lui sostiene essere stata infedele al marito. In una vecchia intervista filmata fatta a un suo amico e che io ho editato per Rai Tre è stata addirittura la figlia Edda a raccontarlo. Questa voce è stata spesso ripetuta ma quando Boratto scrisse il diario, nel 46, non ne aveva parlato ancora nessuno…”

Sulla fedeltà coniugale di Donna Rachele ci si limita a riportare quanto da altri affermato e solo al fine, come fa peraltro anche Caracciolo, di dimostrare l’attendibilità del diario. La particolare vicenda non ha per noi alcuna importanza, essendo interessati agli studi storici e non ai fatti pruriginosi.

Piuttosto, viene da chiedersi quanto e se lo scritto di Boratto possa servire agli studi Storici. Indubbiamente, è utile a capire l’uomo Mussolini, con i suoi difetti, le sue trasgressioni amorose e le sue piccole cose di ogni giorno.

Dietro ogni grande uomo c’è sempre e comunque un uomo e per capire il primo bisogna necessariamente intendere il secondo. Quindi, il lavoro di Ercole Boratto, pur nella sua modestia, è indubbiamente utile a chi di storia intende interessarsi.

Daniele Lembo

 

“A spasso col Duce – Le memorie di ercole Boratto Autista di Benito Mussolini” a cura di Fabio Amodeo e Mario J. Cereghino

Editoriale FVG (Udine), pagg. 186, costo euro 5,90