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LE POESIE DI DANIELE

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L'angolo della zoccola

SORA GEMMA & REAL CASA POPPEA

 

 

 

"Esaminando i due prezzari si evince, con facilità, come vi fossero casini di lusso (Real Casa Poppea) e bordelli di seconda e terza categoria (Sora Gemma). Nei primi, le "pensionanti" erano piu' belle e vi si andava vestiti in modo acconcio e pronti ad una eventuale ispezione sanitaria da parte della tenutaria (per controllare la presenza di eventuali parassiti o di malattie). Nei postriboli di seconda categoria, il tutto si doveva risolvere in 7/10 minuti. Per rendersene conto basta confrontare il prezzo di una prestazione "alla buona" e quello della "mezz'ora". Differente era la marchetta fruibile nei casini di prima categoria dove la minima prestazione durava 20 minuti. Quelli che potrebbero sembrare due prezzari di gusto pecoreccio, in realtà sono due documenti di un epoca passata che ci aiutano a meglio capire come funzionava quella che era, in quei tempi, una vera e propria istituzione."

 

Signori …in camera

Le case chiuse nel Ventennio

 

Candido alle elezioniDella ricca aneddotica Mussoliniana fa parte un grazioso episodio che viene riferito da uno degli autori di quel simpatico volume, purtroppo di difficile reperimento, che è “Playdux-  Storia Erotica del Fascismo” (Tattilo Editrice Roma 1973).

Sembrerebbe che, una decina di giorni prima del Natale 1938, Mussolini, in compagnia di Starace e del generale della Milizia Antonelli arrivi al Terminillo, “la montagna di Roma”, per sciare.

Come le foto del LUCE renderanno poi noto, il Duce scierà a torso nudo facendo, peraltro, una discreta figura, benché non più giovanissimo.

E’ mentre che armeggia con sci e bastoni che avviene un incontro che rischia di rivelarsi fatale per il non più giovanissimo Capo di Governo: una notevole bionda gli pianta addosso, praticamente nelle carni, due micidiali occhi chiari che gli turberanno il sonno.

In particolare, scrive l’autore di Playdux: “notò una bella bionda, ricciutissima sotto il cappuccetto turchino, che gli faceva, sulla destra, gimcana, morbida aggraziata, da canna al vento. Tenendogli puntate addosso le acquamarine degli occhi. …(…)… questa tipa che lo bisturizzava con gli occhi, molto somigliante a una Jane Blondell in magro, o a una Gloria Stuart in grasso, gli metteva un certo citrato nel sangue, come certi angeli di Melozzo da Forlì (il suo pittore prediletto) , e al tempo stesso un che di perverso e di irridente.” 

Abbandonati i campi da sci, una volta in macchina alla volta di Roma, l’uomo politico lascerà posto al solo uomo e parlerà di quella donna a Storace. Anche il segretario del P.N.F. l’ha notata, d'altronde non era possibile non accorgersi di quella presenza che, con quegli occhi, sembrava dominare, l’intera montagna. .

Il Duce, due giorni dopo, ritornerà sul Terminillo e non è azzardato pensare che vi ritornerà non solo per sciare ma nella speranza di incontrare di nuovo la donna. Ebbene, lei sarà ancora lì a trafiggerlo con quegli occhi magnetici e ci sarà anche il giorno dopo, come ci sarà anche il Duce.

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LE CASE CHIUSE IN ITALIA NEL NOVECENTO

 

TariffarioIn italiano, per indicare un concetto, spesso, si usano numerosi sinonimi. I luoghi di piacere a pagamento, hanno nel gioco dei sinonimi un particolare spazio, venendo indicati come postriboli, case di piacere, bordelli, lupanare, casini, case chiuse o anche case di tolleranza.

Indubbiamente, però, il termine più adatto per indicarli è case di tolleranza. Perché, gestiti da privati, erano tollerati e rigidamente controllati dallo Stato.

Per trattare dell’argomento, non necessario risalire a Adamo ed Eva e chiedersi se lei la mela a lui la diede gratis o dietro corrispettivo, ma risulta indispensabile fare un poco di storia.

Fu Camillo Benso conte di Cavour che, nel 1859, introdusse nel Regno di Piemonte il ”meretricio di Stato”, un’apposita legislazione, con fini igienico sanitari, con la quale si disponeva che la gestione di “case” fosse sotto il diretto controllo dello Stato. La norma, che organizzava i postriboli sabaudi sul modello delle “maisons” napoleoniche Francesi, con l’unità d’Italia venne estesa all’intero “Stivale”. Fu il 15 febbraio 1860 che Cavour emanò il “Regolamento del Servizio di sorveglianza sulla prostituzione”.

Le leggi che si susseguirono fecero si che, agli inizi del ‘900, la legislazione operante in Italia regolamentasse molto rigidamente l’attività in questione.

Una norma del 1988 obbligava chi gestiva le “case” a tenere le persiane incatenate - da cui il nome di “case chiuse”- e le “signorine di piccola virtù” che vi prestavano la propria opera ad essere sottoposte a periodici controlli sanitari. Il Regime fascista introdusse ulteriori misure tese ad isolare gli istituti di piacere, obbligando i tenutari, intestatari di nuove licenze, ad circondarli con muri alti almeno dieci metri. Normalmente, si trattava di palazzine a più piani, ove al primo piano le ragazze incontrano i clienti, mentre, nelle camere ai piani superiori si passa alle vie di fatto.

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CASE CHIUSE E PROSTITUZIONE,  TUTTI NE PARLANO MA POCHISSIMI SANNO DI COSA SI TRATTI 

 

L'origine del mondoTempo fa scrissi un lungo articolo sul mondo della prostituzione nel Ventennio fascista. Le ricerche fatte per la stesura del lavoro in argomento mi indussero, poi, ad ambientare un mio romanzo, dal titolo “Il prigioniero di Wanda”, nel mondo delle case chiuse.

In considerazione di quanto sopra, la redazione della trasmissione  Metropolis, in onda su RomaUno TV, intendendo trattare della prostituzione di strada a Roma e delle misure prese dalla giunta Alemanno per  contrastarla, ha voluto invitarmi alla puntata messa in onda alle 21,00 di giovedì 25 settembre.

La data non cadeva a caso. Infatti, il 20 settembre scorso è ricorso il cinquantennale della chiusura delle case di tolleranza, ad opera della Legge “Merlin”. Per i meno avvezzi alle cose giuridiche, ricorderemo che la legge è detta Merlin perché fu voluta dall’allora senatrice Lina (AngeLina) Merlin e fu varata il 20 febbraio 1958 con il nr. 75, per entrare in vigore solo il 20 settembre seguente.

Presenti in studio sarebbero stati il capogruppo del CDL al Comune di Roma, Dario Rossin e il vice capogruppo del PD, Mario Mei. Collegamento esterni erano invece previsti con il comandante dell'VIII Gruppo dei Vigili Urbani Antonio Di Maggio e con il sottoscritto.

In breve, il Sindaco Alemanno, anticipando le mosse del Ministro Garfagna e del suo D.L. , ha emesso un’ordinanza con la quale si sancisce la punibilità con elevate sanzioni pecuniarie (sembra fino a 500 euro) da comminarsi a prostitute esercenti per strada e ai loro clienti.

Lo scopo del dibattito fatto in trasmissione, era di giungere ad un confronto tra  i politici presenti, ma anche tra politici e cittadini, collegati questi ultimi grazie a servizi esterni, per capire se la norma proposta ed messa in opera dal sindaco  Alemanno fosse efficace per dissuadere peripatetiche e clientela.

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ODILIA

Autobiografia semiseria della più anziana prostituta genovese

 

OdiliaOdilia, la protagonista di questo ‘diario’ di vita, è una promettente cantante lirica di Pola. Ma alla metà degli anni Trenta, complici numerose disgrazie, decide, dopo molti tentativi fatti per condurre una vita normale, di dedicarsi al meretricio. Una scelta per lei inevitabile, drammatica, ma che lei pratica senza drammi o inutili moralismi.

‘ODILIA’: un viaggio attraverso la storia di Genova e di altre città italiane compiuto da una prostituta istriana in cerca di se stessa, di una ragione per sopravvivere decorosamente e per dare sostegno alla sua famiglia caduta in disgrazia. 

Edizioni LIGURPRESS http://www.ligurpress.it

Autore: Alberto Rosselli

[email protected]www.albertorosselli.it