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LE POESIE DI DANIELE

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LE GESTA DEI GOUMIERS MAROCCHINI NEL LAZIO

 

GoumiersAll’alba del 10 luglio 1943 la 7° Armata americana e l’8° inglese sbarcano sulle spiagge siciliane. E’ l’invasione o la liberazione, a seconda dei punti di vista. Nella serata del 24 luglio si riunisce il Gran Consiglio del fascismo, è l’ultima riunione ed è quella in cui si determina la crisi del regime. L’otto settembre successivo sarà reso pubblico l’armistizio. Intanto, gli alleati continuano a risalire lungo la penisola e il 9 settembre sbarcano su un tratto di costa lungo 45 km nel salernitano e il 1° ottobre sono a Napoli. L’avanzata degli angloamericani verrà bloccata solo dalla linea fortificata “ Gustav” che va da Minturno fino alla costa Adriatica, a sud di Ortona. I tedeschi hanno realizzato un capolavoro dell’arte castrense, trasformando la dorsale appenninica in un imprendibile  sistema trincerato che ha in Montecassino il suo perno principale. Chi tiene la montagna, infatti, controlla l’accesso alla pianura pontina, e quindi a Roma. Le cosiddette quattro battaglie di Montecassino hanno inizio nella seconda metà di gennaio 1944 e solo all’inizio della seconda decade di maggio gli attaccanti danno l’avvio all’ultima un’offensiva, lanciata tra Monte Cassino e il Mar Tirreno, ma sia gli inglesi che gli americani non sembrano progredire di molto.

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IL MUSSOLINI SEGRETO RACCONTATO DAL SUO AUTISTA, ERCOLE BORATTO

“A spasso col Duce” 

MussoliniNel marzo 2008 è stato edito, a cura dell’EDITORIALE FVG (Udine), un volumetto che avrebbe meritato una più ampia diffusione.

Si tratta del libro “A spasso col Duce”, le memorie di Ercole Boratto, ovvero l’autista che, dalla marcia su Roma sino al 25 luglio del ‘43, sarà sempre al fianco di Mussolini. Nell’ultimo viaggio, quello che lo porta a Villa Savoia, dove Benito Mussolini sarà destituito dal re come capo del Governo ed arrestato all’uscita, è sempre Boratto che è alla guida della sua autovettura.

Il Volume in questione nasce da un diario reperito presso il N.A.R.A. (National Archives and Records Adinistration) di Washington dal ricercatore italo americano Mario J. Cereghino.

Non a caso, quel diario era custodito in America. Infatti, nel febbraio 1946, a Roma, l’O.S.S. – quella che poi diventerà la C.I.A. – richiederà, espressamente, a Boratto di scrivere un diario dei suoi giorni passati con Mussolini. 

La prefazione al documento originale, a cura dell’O.S.S., descrive minuziosamente come sia nato quel particolare “diario postumo”. Il redattore di quelle note O.S.S., affermerà: “Presentiamo in allegato le circostanze che hanno portato questo ufficio ad acquisire il diario di Boratto, riguardante i suoi rapporti con Nitti, Bonomi e il Duce nel periodo 1919 - 1944. …(…)…

 All’inizio di dicembre del 1945, Dusty (evidentemente un agente O.S.S.)) ha riferito all’agente CB 55 di essere entrato in contatto con un certo Ercole Boratto, ex autista dei capi di governo Nitti, Giolitti, Bonomi e Mussolini. Il Boratto è giunto a Roma da Torino con l’intenzione di presentare ai giornalisti un diario da lui redatto sul periodo in cui era l’autista delle suddette celebrità (1919 - 1944). …(…)…

Boratto ha affermato di essere pronto a redigere un diario sui suoi rapporti con le suddette personalità. Ma ha posto le seguenti condizioni: a) che il lavoro ultimato non sia pubblicato in Italia; b) che il suo nome sia omesso; c) di ricevere in dono un piccolo camion, in cambio della consegna dello scritto.

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Fratelli d'Italia, quella sera avrei pianto volentieri

Fratelli d'Italia, il Canto degli italiani può piacere o non piacere, ma siete sicuri di conoscerlo per davvero?

 

Fratelli d'ItaliaQualche anno fa, la nazionale di calcio italiana vinse il campionato mondiale, dopo una sofferta finale contro la Francia. La partita, ricordo che fu nostra solo dopo i tiri di rigore finali. Non mi intendo molto di calcio, anzi non me ne intendo affatto, ma un incontro vinto grazie ai calci di rigore non mi sembrò fosse una gran bella vittoria, anche perché non dimostrava una netta supremazia sull’avversario. Mi sembrò, in sostanza, una sorta di pareggio morale.

Evidentemente, fui l’unico a pensarla così. I miei figli mi costrinsero a scendere in strada a festeggiare assieme ad una torma di dannati,  che sembravano avessero vinto la guerra. Gli italiani tutti sembravano impazziti, in testa a questi, addirittura un Presidente del Consiglio  che profetizzava che quella vittoria ci avrebbe fruttato un innalzamento del PIL di un punto percentuale. Il bello è che molti ci credettero. D’altronde, se avevamo vinto i mondiali, ci poteva succedere di tutto, anche l’apparizione di Nostra Signora di Fatima.       

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La X MAS all'assalto del ponte mobile di Taranto

Vi sono storie che rischiano, con la morte dei protagonisti, di andare completamente perse e di non essere mai più raccontate ed è proprio di una di queste che si vuole qui narrare.

Per raccontarla bisogna andare per ordine, iniziando dal dire come fui io stesso a venirne a conoscenza.

Da bambino mi venne raccontato, da persone sulla cui credibilità ora come allora non avevo dubbi, di un loro parente che, nel corso della seconda guerra mondiale, aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana. Quest’ultimo, essendo un paracadutista, era stato lanciato, nel sud Italia invaso dagli angloamericani, per effettuare una missione di sabotaggio.Spesso ritornavo sull’argomento con coloro i quali mi avevano raccontato l’episodio, nella speranza di acquisire qualche nuovo tassello per completare il puzzle dell’intera vicenda storica.

Mi resi ben presto conto che gli stessi parenti del paracadutista in questione, i quali pur avevano seguito la vicenda molto da vicino, avevano su alcuni punti le idee poco chiare o, quanto meno, non erano in grado di chiarirle a me che le avevo , all’epoca, ancora più nebulose di loro. Costoro, all’inizio del loro racconto, premettevano sempre che l’interprete dei fatti aveva iniziato la sua carriera militare come marinaio della Regia Marina, ebbene, io non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che un marinaio fosse poi diventato paracadutista. Con il passare del tempo e con l’aumentare della mia passione per gli studi storici, venni a conoscenza di un reparto della Regia Marina costituito da paracadutisti e nuotatori guastatori, inquadrati nel Reggimento S. Marco della Fanteria di Marina. Vista la premessa costituita dal fascino esercitato su di me dalla storia alla quale ho fatto accenno, sarà facile al lettore capire come fu che mi appassionai prepotentemente all’argomento. Per entrare nel vivo della particolare vicenda, è indispensabile tracciare al lettore, seppur brevemente, la storia di questo reparto della Regia Marina che, ben stranamente, non gode della fama che più giustamente meriterebbe. 

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LE BANDE IRREGOLARI M.V.A.C. IN SLOVENIA E DALMAZIA

 

Slovenia e DalmaziaLa guerra contro la Jugoslavia ebbe inizio da un clamoroso voltafaccia del governo di Belgrado che, dopo aver aderito all’Asse, in seguito ad un colpo di Stato, denunciò l’adesione al patto tripartito rinnegando gli impegni presi.

Per gli italo tedeschi si trattò di una campagna di brevissima durata. Le operazioni, iniziate il 6 aprile 1941, terminarono il seguente giorno 17, dopo appena 11 giorni di combattimenti. Se la guerra, tutto sommato, fu un fatto modesto, la guerriglia in Jugoslavia presentò invece aspetti d’inferno.

LA SLOVENIA

Con la fine del conflitto, la Slovenia fu annessa all’Italia, divenendone quella che venne definita come la provincia di Lubiana. Fu indubbiamente una provincia difficile. Nei territori slavi occupati, il movimento partigiano fu variegato nelle aspirazioni ideologiche e negli obiettivi tattici strategici e particolarmente pericolosa per le truppe italo tedesche, si manifestò la componente comunista.

Nelle campagne slovene i contadini si vennero a trovare tra l’incudine e il martello. Da una parte le richieste dei partigiani comunisti e dall’altra il pericolo di rappresaglie italiane. I rurali si difesero dalle pressione dei comunisti organizzando la “Vaska Straza” (Guardie del Villaggio), mentre gli anticomunisti e il clero locale diedero avvio a una formazione militare chiamata “Legione della Morte”. 

Entrambi le formazioni, che iniziarono ad operare in Slovenia all’inizio dell’Estate del ’42, erano di chiara matrice cattolica e furono comunemente indicate dagli italiani come Milizia Volontaria Anti Comunista. Il Regio Esercito intuì, felicemente, che tali formazioni militari, proprio perché irregolari, potevano essere proficuamente impiegate contro i Titini, motivo per il quale si contribuì ad organizzarle e ad armarle.

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GAETANO AFELTRA

(Amalfi, 11 marzo 1915 – Milano, 9 ottobre 2005 )

L’UOMO CHE REINVENTÒ I GIORNALI NEL DOPOGUERRA

 

Gaetano AfeltraCi sono giorni della vita che ti restano impressi per sempre.

Era il 10 ottobre del 2005 e mia moglie mi chiamò in ufficio, dicendomi “Guarda che è morto quel giornalista, quello di Amalfi che ti piaceva tanto come scriveva”.

Senza neanche salutarla, riattaccai e mi precipitai per le scale a comprare il Corriere della Sera.

Acquistato il giornale, non dovetti cercare molto per trovare l’articolo che mi interessava. Vi si leggeva, Ieri a mezzogiorno, nella sua casa di via Manzoni a Milano, è morto lo scrittore e giornalista Gaetano Afeltra”.

Afeltra aveva novant’anni, era nato ad Amalfi l’11 marzo 1915, e per me era l’idea stessa del giornalismo. Non c’era niente di più vero del titolo di quell’articolo: “Addio Gaetano Afeltra - Un' idea del Novecento chiamata giornalismo”.

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